|
|

|
|
Home
|
|
Lettera al Sig. Vittorio Feltri |
|
|
|
|
Scritto da angelo briscioli
|
|
sabato 18 luglio 2009 |
Egregio Sig.Feltri, le scrivo questa breve missiva per disturbarLa, anche se dubito, sia di ricevere una risposta, sia che Lei legga questa lettera. Ma non ho mai pensato di avere altri interlocutori oltre al mio sè.Un pò come il Grillo, coscienza parlante di Pinocchio.Quello che mi spinge a scriverLe è il titolo di apertura del suo quotidiano di giovedì 16 luglio scorso.Il titolo era: "Pannoloni in campo"; e si riferiva come ha scritto nel Suo editoriale ai "moralisti ...che scendono nell'arena a dar man forte alla sinistra pudica, che ha scoperto di lapidare i peccatori dalla carne....", dunque secondo Lei, scendono in campo "anche i riservisti dell'esercito della salvezza: i gloriosi pannoloni a vita. Il più attivo dei quali, nonostante i novantuno anni, è Oscar Luigi Scalfaro..ecc.ecc". Ora, io non credo che Lei abbia molto a che fare con il giornalismo. La sua carriera in questo è esemplificativa.Certo se penso che dopo Montanelli, al "Giornale" è arrivato Lei, forse ho detto tutto.Il suo giornale assomiglia molto al tabloid inglese "The Sun" è qui la lettera potrebbe forse terminare.Ma questo è naturalmente un parere personale, oserei dire lo stesso mio scritto, non è che, l'applicazione dell'articolo 21 della Costituzione.Vede, io non appartengo che a me stesso. Non ho partiti politici da rappresentare o sovrani a cui sottostare.Ogni giorno, fortunatamente posso sfogliare le prime pagine dei quotidiani,e trovare, ogni tanto , nel panorama mediocre del giornalismo italico, piccoli spunti. Certo, se leggo un editoriale di Mario Giordano, so da chi percepisce mensilmente lo stipendio. Se leggo "Il Manifesto" o "La Repubblica"so dove mi porteranno.Ma non voglio disquisire con Lei nè di potere, nè di anti-potere. E' impensabile che Maurizio Mosca possa interloquire di storia con Gianni Brera. Non trova?Ma ritornando a noi, Le dico che quel titolo di apertura di Giovedì era semplicemente offensivo. (Come lo era la prima pagina di "Libero" del 30 aprile scorso, dove si mostravano i seni sulla scena della signora Veronica Lario in una rappresentazione teatrale risalente al marzo 1980.Come è ovvio e suo stile, la foto voleva attaccare la ex signora Berlusconi rea di aver parlato "del ciarpame alla corte del Re". Questo si che è giornalismo sig. Feltri!). Offensivo, come dicevo, non solo per Scalfaro, che , volenti o nolenti, è stato un Presidente della Repubblica, ma per tutte le persone che hanno una certà età. E' troppo comodo, Sig. Feltri, porre la questione sul piano anagrafico.Il correre del tempo, riguarda tutti. E le auguro di non aver bisogno, quando raggiungerà una certa età, dei pannoloni.Guido Ceronetti, ha 82 anni, Zygmunt Bauman 84. Mia zia, tutt'ora molto lucida, più di me, di anni ne ha 94 e non fa uso, per ora dei pannoloni. L'offesa, a mio modo di vedere, che ha rivolto all'ex Presidente della Repubblica, non si riferiva ad una analisi politica, ma infieriva sulla sua età anagrafica. Lo trovo meschino. Io posso non condividere Le sue argomentazioni, ma posso risponderLe tramite uno scritto ( che poi potrà essere cestinato, nemmeno letto, ecc.), ma perchè mai dovrei infierire sulla sua età, o peggio ancora sullo stato di salute di una persona? Le faccio un esempio: io non condivido le argomentazioni leghiste, e vivo in una zona in cui la Lega è fortemente radicata nel territorio. Dovrei forse, criticando il Ministro Bossi, fare riferimento al suo stato di salute? Sarebbe giusto? O non dovrei, invece addurre argomentazioni esclusivamente politiche? Io credo nel rispetto della persona. Lei, con quell'apertura del Suo giornale è venuto meno a questo principio: il rispetto.Ormai so, che i titoli sensazionalistici, eclatanti, fanno vendere copie su copie,ma mi chiedo se questo è giornalismo e dove ci stiamo dirigendo. Per chiudere, La invito, se necessita di spazio il suo prezioso tempo, a guardare un bellissimo film del regista coreano Kim Ki-duk, ( mi dispiace non parliamo dei fratelli Vanzina), "Primavera, estate, autunno, inverno...e ancora primavera". Durante il primo episodio il discepolo ,un bambino, si "diverte" a giocare con una biscia e lega un sasso alla biscia, in modo che si trascini con fatica. L'animale, sfinito, muore. Il maestro, fa lo stesso con il bambino. Lega un grosso sasso sulla spalla del piccolo, e lo invita a salire una montagna.Non vado oltre, la metafora è chiara.Semmai fosse arrivato in fondo allo scritto, spero di non averLa distolta dalle sue "più interessanti letture".Distinti saluti. |
|
Ultimo aggiornamento ( sabato 18 luglio 2009 )
|
|
|
|