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La Legge Naturale....dell'Ignoranza. PDF Stampa E-mail
Scritto da Agostino   
venerd́ 15 giugno 2007
Aborto, il Cardinal Martino contro Amnesty International.

  

15/06/2007. Il Cardinale Renato Martino, presidente del pontificio consiglio giustizia e pace, ha annunciato che la Santa Sede smetterà di finanziare l'organizzazione Amnesty International a causa della sua posizione abortista.
Quest'ultima ha replicato di non aver mai ricevuto finanziamenti dal Vaticano o da organizzazioni che dipendono dalla Chiesa Cattolica ma soprattutto che la propria policy adottata sull'argomento, consentirà all'associazione di occuparsi di questioni specifiche riguardanti l'aborto, nella misura in cui queste sono direttamente legate all'attività esercitata in merito al diritto della salute e della tutela contro le violenze alle donne. In altre parole, Amnesty non giudica "se l'aborto sia giusto o sbagliato" e non prevede campagne a favore del tema o di una sua legalizzazione ma la sola attività sarebbe quella di fare pressione sui governi per assicurare alle donne la possibilità di ricorrere all'aborto - in maniera sicura e accessibile, non clandestina - per prevenire violazioni di diritti umani, così come si opporrà a "misure di controllo demografico coercitive come la sterilizzazione e l'aborto forzati".
Il porporato nel suo anatema condanna il comportamento dell'associazione che si sarebbe piegata, a dir suo, alle lobby abortiste.Mi si conceda:"A Dio ciò che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare".Amnesty international è un'organizzazione non governativa sovranazionale impegnata nella difesa dei diritti umani, il cui scopo è quello di promuovere la difesa dei diritti umani in modo INDIPENDENTE e IMPARZIALE che opera dal 1961 con l'apporto di oltre un milione di sostenitori da oltre 140 Paesi con egregi risultati, insignita del Premio Nobel per la Pace nel 1977  e quello delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 1978.Ancora una volta bisogna assistere sbigottiti all'ulteriore eccedente intervento ingerente di un prelato della Chiesa Cattolica, ancora una volta alle massificanti accuse rivolte a presunte lobby che dimenticano che le stesse provengono per l'appunto da una lobby che vanta privilegi, connivenze e bendisposte protezioni.
Reputo sia giusta la posizione di Amnesty di non schierarsi nè pro nè contro l'aborto, una pratica di cui invece bisognerebbe interrogare il senso e nella cui profondità si scontrano i segreti della vita e della morte, i più ammalianti ed i più cupi desideri e volontà dell'animo umano.L'aborto è lo scontro degli aspetti della natura nella loro sintesi, coagulo di due stadi opposti e complementari che sono la vita e la morte congelati nella brevità di un momento.
La natura si traduce nella phisis ciclica ed a essa non possono appartenere giudizi etici o di morale. La natura ricerca la propria autoconservazione creando e distruggendo.
Non ricerca giustizia o compassione, essa è crudele perchè non può essere altrimenti e la morte ed il dolore, che ne anticipa l'arrivo, non possono essere oggetto di morale poichè nell'ordine della phisis rimangono innocenti. Nessun dolo, nessuna colpa.
I desideri, i sogni , le aspirazioni, i valori di ogni singolo componente della natura, di ogni singolo uomo sono ininfluenti ed inalteranti all'interno di questo infinito processo di vita-morte.
Il teatro dell'accadere della natura per l'essere umano è il corpo della donna che, nella gravidanza, viene spossessata dalla natura del proprio corpo che si modifica, del proprio tempo che si comprime, dei propri desideri e delle proprie volontà che ne vengono indiscutibilmente condizionati. Solo con l'avvento della tecnica, attraverso l'invenzione della pillola anticoncezionale, la donna si è potuta liberare da questa schiavitù del corpo, aprendo nuovi scenari di senso che differiscono però col tema di questo articolo.
L'aborto può essere soltanto considerato allora un drammatico momento di scontro tra la donna e la natura, tra la prigionia delle pareti asettiche dell'autoerotismo naturale ed il desiderio di libertà della pulsione egoica femminile.
Il Cardinale Martino e l'istituzione religiosa cattolica non conoscono questo scontro; non concepiscono l'esistenza di un conflitto tra uomo e natura poichè essi quando parlano di diritto alla vita parlano della vita della natura e  non di quella dell'individuo dimenticandosi, come ci ricorda U. Galimberti in un articolo apparso su "la Repubblica" del 29/11/2005 che "è stato proprio il cristianesimo a far crescere il concetto di "individuo", emancipando la persona dall'ordine naturale per instaurarla come compiuta soggettività, a cui compete capacità di discernimento e libero arbitrio. L'aborto, che gli animali sprovvisti di questa "compiuta soggettività" non praticano, è uno dei segni evidenti di questa non coincidenza."
Chi non vede questa contraddizione insanabile come può rapportarsi con la vita e con i suoi misteri? Lo può fare solo in un'ottica di verità, la propria, dettata dalla propria Assoluta Sicurezza di cosa sia bene e cosa sia male, di cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa sia morale e cosa sia amorale; ma quante volte questa Assoluta Sicurezza è tornata sui suoi passi!Non rimane che aggrapparsi agli spauracchi delle lobby, del relativismo e dell'oscurantismo post-moderno, a cercare di trarre a proprio vantaggio qualche argomento che nasca dall'obiezione di qualcos'altro, nell'invocazione di un tema già risolto, già sepolto - quello della Legge Naturale - ed ignorare o tacere la concreta drammaticità dell'esistenza di talune donne, di talune bambine vittime di violenze sessuali, della violazione dei diritti sessuali, riproduttivi, umani, della dignità e dei modi concreti per difenderla.
 

Ultimo aggiornamento ( marted́ 25 settembre 2007 )
 
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