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Accanto alla parola, nascosto e ormai in disuso da tempo, vi è il silenzio. Il silenzio non esiste più. Cancellato dai miliardi di vocaboli, sparsi al vento, dai troppi, dagli “aventi diritto”. Dalle miriadi di cellule che ogni giorno, aprono le porte alle loro parole e riversano,come vomica la loro pretesa. Il silenzio si rifugia allora, in quel bisogno, direi essenziale, che si rivolge al tuo sé, a quel tuo sé celato, che solo da lì inizia ad essere il “principio” di te stesso. Il silenzio è, per sempre “IL Grande Silenzio” di Philip Groning. Il silenzio è un cielo stellato di notte, dove l’unica parola che esiste è il tuo respiro. Il silenzio è un raggio di sole sul volto racchiuso in un cielo azzurro. Il silenzio è la bellezza di un seno nudo,osservato come un dipinto, che ne rivela la bellezza della sua fonte. L’apice, l’origine. Il silenzio è una pagina di un libro, scritta duemilaquattrocento anni fa, che parla a te solo attraverso quelle parole, che nel loro divenire, si muovono e cambiano continuamente, ma entrano dentro e ti permeano, ti coprono, ti avvolgono in quello spazio-tempo, che diventa inesistente, e tu sei un tutto con loro. Il silenzio è un bosco dove osservi una foglia cadere e ne senti il suono. Il silenzio è il volto di un bimbo che nasce, e chiede al mondo il suo spazio. Il silenzio è un seme che diventa una rosa. O una pianta che diventa grappolo d’uva. Il silenzio è una Chiesa vuota, un Tempio vuoto. Senza nessuno intorno. Solo i tuoi occhi che osservano. Solo il tuo pensiero che diventa unico ed indivisibile spazio del tuo silenzio. Il silenzio è una pietra, modellata dal tempo, che rimane. Il silenzio è soffio dell’alba che inizia. Il silenzio non esiste più nel contorno del mondo. (E’ mai esistito?) L’hanno avvolto le miriadi di rumori del nulla, di una società destinata sempre più allo strepito delle inesistenti , squilibrate e contorte parole dei suoi sudditi. Le città non vivono di silenzio ma del suo opposto. Il rumore è parte integrante del vuoto di questi tempi , oggi come allora. Ieri come domani. Senza accorgersi. Tempi insensati dove si rincorrono i vocaboli, sparsi qua e là, senza strada, senza via, senza seguito,senza scampo. Il silenzio, lo uccide ogni giorno la televisione, occupando le menti degli uomini con il passaggio del nulla. Il silenzio è : una televisione spenta. Il silenzio è un libro che si apre. Il silenzio è bellezza. Il silenzio è bianco. Il silenzio è un gesto. Il silenzio ferma le parole, le frena, le cura, le guarisce, le innalza, le modella, le dona forma e necessità. Il silenzio lo conoscono i pochi, eletti dal destino. Sciagurati che vivono per le parole che danno vita al silenzio. Il silenzio è “orifizio che negli stessi singulti della decadenza assonnatamente genera”. Il silenzio è l’acqua del giorno. Indispensabile totalità del suo significato. Il silenzio è morte e vita contemporaneamente, senza il fragore, senza il suono. Esso è tutto, dono ai pochi . Dono di luce. Esso è “ Infinito “come il tempo che avvolge ma non riconosce. Il silenzio vuole ordinare il mondo. E porvi rimedio. Ma il mondo non lo tollera, e nella sua forsennata tenacia, lo illumina, ma non lo perdona. |