Politica e politichese
Scritto da Angelo Briscioli   
luned́ 28 maggio 2007

Mentre dalla sua “cattedra”, all'assemblea di Confindustria, il” grande” Luca Cordero di Montezemolo impartiva lezioni di moralità politica, su come ridurre gli sprechi della politica, ed attività lineari e affini, dall'altra parte del guado, il saccente D'Alema, a sua volta, ci redarguiva, tutti noi, evidenziando che “ormai la politica si sta allontanando dalla gente”. A completare lo stato di ovvio di queste affermazioni, forse sintomo del primo caldo estivo, il celebre ideatore della destra gollista nel nostro paese, vincitore con la sua squadra di calcio dell'ultima coppa, si innalzava patriota in difesa dell'italianità e della sua saggezza politica, contro la “sinistra illiberale ecc.ecc.ecc. “ “Ho guidato il governo più longevo,ho fondato aziende, ho vinto 5 coppe col Milan”....

Tutti si sorprendono ora dei costi della politica. Delle indennità dei parlamentari, dei privilegi, delle pensioni maturate dopo due anni e mezzo di mandato parlamentare e cosi via.

Già, sinceramente, ma perche' sorprendersi? Qualcuno dovrebbe ricordare che in questo paese  prima si chiede al “popolo” sovrano(!) di votare ad un referendum sul sistema elettorale, poi passati gli anni, si approvano leggi che modificano l'esito stesso del referendum. (Qualcuno se la ricorda l'ultima legge elettorale?).

Avete forse visto milioni di persone manifestare contro questa “leggera” presa per i fondelli? La Cei su questo non ha nulla da dirci?

Ma le numerose leggi “ad personam” approvate da quelli che stavano di là, ed ora impartiscono lezioni di etica e di soprusi democratici (loro!),non se li ricorda nessuno?

Ma gli altri, quelli che ora stanno di qua, e prima presentano disegni di legge nella maggioranza, poi partecipano a manifestazioni contro la stessa maggioranza, fuoriescono forse da qualche commedia teatrale di Eduardo?

E' davvero strano che tutto sia normale in un paese a-normale come il nostro.

Ma quale “allontanamento della politica dalla gente”, D'Alema, su si svegli, e  scenda dal Partito Democratico (la grande forza ideologica della sinistra) e provi ad entrare in un negozio ad acquistare un kilo di pane, invece che veleggiare nel mediterraneo con la sua barchetta, (senza remi); e provi ad evitare lezioni di politica. Populismo risponderanno. Laissez-faire, direbbero in Francia.

Loro, proprio loro che contrattavano ad insaputa degli elettori la bicamerale col Berlusca (anni fa). E pure in Parlamento, senza alcuna faccia tosta, il senatore Violante lo ricordava, come se niente fosse.

Ma per piacere.... direbbe Antonio de Curtis in arte Totò!

Qui siamo nel baratro del vuoto, destra e sinistra e centro e quant'altro, sono sempre li, tutti quanti a chiedere l'elemosina all'elettore.

Come l'ultima del Bossi: “Il governo lo fa il popolo, non i migliori!”

Già avevo dimenticato la Carlucci e la Gardini! Alla prossima ondata vogliamo anche Gerry Scotti e Mike Bongiorno, magari senatore a vita.

E sorprendersi di cosa? Di questa mediocrità. Ma qualcuno si ricorda che in Parlamento siedono persone” condannate con sentenza passata in giudicato”? E dove sono coloro che li hanno eletti?La grande forza della democrazia incompiuta è proprio questa. Al potere, classista, di parte, industriale, politico,  marxista, consumistico,federalista, fa comodo avere e tenere il popolino (consumatore e consumato) sotto controllo, un po' di qua ed un po' di là. Oggi a me, domani a te. Così e' la politica, che ideologicamente dovrebbe essere una cosa seria, ma che praticamente è un reality. Il tempo passa, il debito pubblico, l'inflazione,le pensioni,tutti a disquisire su tutto di tutto, ogni giorno, ogni ora. La legge della giungla, fatta da macchiette, democraticamente elette s'intende, se no, “signora mia guai guai guai....”.

Ma che volere di più? Quando vedi un quarantenne che esulta come un forsennato perchè la “sua squadra del cuore vince”, non hai più risposte da cercare, hai già capito tutto. “Cosi è (se vi pare)”insegnerebbe Pirandello.

Paul Ginsborg ha scritto ultimamente un interessante libro: “La democrazia che non c'è ”, e sottolinea che “..Per proteggere la democrazia bisogna rianimarla e ripopolarla. Bisogna creare una democrazia all'altezza del momento storico, una democrazia partecipata, di genere, economica e non solo politica, che esce dal “palazzo” ed entra nella cultura della gente”. Già, la cultura della gente.(!)

Ultimo aggiornamento ( marted́ 25 settembre 2007 )